Fronte italiano : aprile-novembre 1918

Chiachich, Michele - fotografo principale

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Oggetto
Positivo
Inventario
HF016983| HF017014| HF017123| HF017010| HF016988| HF000449| HF017125| HF017126| HF000443| HF017882| HF017879| HF000447
Collocazione
Civico Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez”; Archivio fotografico del Civico museo di guerra per la pace Diego de Henriquez
Acquisizione
Proprietà Ente pubblico territoriale; Civici musei di Storia ed Arte; donazione; Chiachich, Michele
Cronologia
Slovenia ; Italia ; Cecoslovacchia; Slovenia
Materia e tecnica
carta / Gelatina ai sali d'argento

Guerra mondiale 1914-1918

Fronte italiano

Fronte orientale

Fotografie

Austria

Ungheria : Esercito

Dopo la disfatta italiana di Caporetto (12. Battaglia dell'Isonzo, 24 ottobre-12 novembre 1917) i Comandi austriaci cercavano un modo per porre fine alla guerra in Italia, pianificando una massiccia offensiva sul fronte italiano da sferrare all'inizio dell'estate del 1918, in giugno./pIn aprile il cap. Chiachich e il suo reggimento, dalla Romania (che aveva firmato il 5 marzo un trattato di pace preliminare con gli Imperi Centrali) vengono mandati sul fronte del Piave, il nuovo fronte che, col caposaldo montuoso costituito dal Grappa, si era costituito dopo Caporetto. Il nuovo quartier generale del reggimento e' a Mereto di Tomba, in provincia di Udine. Gia' il 15 maggio vengono mandati in prima linea: prima a Revine Lago, e poi il 20 a Vittorio Veneto./pUn mese piu' tardi, il 15 giugno, i due comandanti in capo dell'esercito austro-ungarico (il generale Conrad ed il feldmaresciallo Boroevic) scateneranno la battaglia (Battaglia del Piave o Battaglia del solstizio), l'uno sulla linea montana dell'altipiano del Grappa, l'altro nella pianura dal Montello al mare: ma in una settimana (15-22 giugno) quella che doveva essere la sconfitta definitiva dell'Italia si risolse in una grande vittoria difensiva. Dopo questa battaglia il fronte si stabilizzò in un vasto arco di circa 300 km, dalle Alpi Retiche all'Adriatico, dove i due eserciti si fronteggeranno in attesa della mossa successiva: gli italiani sulla destra del Piave, gli austro-ungarici sulla sinistra./pAlla meta' di luglio il capitano Chiachich si concede una licenza a Teplice, stazione termale della Boemia, oggi nella Repubblica Ceca. /pUna foto, senza data, ritrae due ufficiali del 12. Reggimento Ulani, il sottotenente Pitlik e il tenente Lukac sul fronte italiano, una breve nota informa che quest'ultimo e' morto il 1. novembre, proprio alla fine della guerra, forse in seguito alla Battaglia di Vittorio Veneto (24 ottobre-3 novembre) a cui probabilmente il reggimento partecipo', e che segna la fine della guerra sul fronte italiano. Il 29 ottobre l'Austria-Ungheria chiese la resa. Il giorno successivo a Villa Giusti, a Padova, giunse la commissione austriaca alla quale furono sottoposte le clausole del testo dell'armistizio, siglato il 3 novembre 1918./p

Bibliografia

Costruire per distruggere: la Grande Guerra nelle fotografie di un pioniere dell'esercito austro-ungarico, testo di Francesco Fait, Civici Musei di Storia ed Arte, Trieste, 2008
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Fait Francesco Fait, Un obiettivo puntato sugli aspetti militari e civili del conflitto, in Trieste 1918. La prima redenzione novant'anni dopo, catalogo della mostra, Trieste, 30 ottobre 2008-25 gennaio 2009, Milano, Silvana, 2008, pp.86-99
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