Catalogo dei beni culturali
Musei civici del comune di trieste
La stampa raffigura una donna, rilassata dopo il bagno, dalle forme morbide e un poco appesantite, ripresa nell'atto spontaneo e fugace di raccogliere la veste disciolta e allentata. Tutta la figura, delineata da una sapiente serpentina, si imposta su un calcolatissimo bilanciarsi delle curve. Da ciò deriva l'impressione simultanea di naturalezza e calcolo, di "intenzione priva di intenzione".
Questa riproduzione tarda di un disegno originale, datato 1818-1821 ca., dimostra l'abisso che intercorre tra le stampe di bijin dell'ultimo XVIII secolo, o degli inizi del secolo, e i disegni di Hokusai e della sua scuola, a partire dalla seconda metà del secondo decennio del XIX secolo. C'è una distanza incommensurabile tra la donna paffuta, corposa e realistica che, sollevando i lembi della veste, mostra il ventre prominente e sfiora il seno con immediata naturalezza e spontaneità, e le rarefatte, allungate, eleganti creature femminili di Eishi o le sublimate, principesche cortigiane di Utamaro.