Catalogo dei beni culturali
Musei civici del comune di trieste
Il surimono fa parte della serie Zashiki hakkei (Otto vedute di camera privata). In una camera, avvolta in un kimono e un uchikake dai lembi ondeggianti, espansi con sapiente sinuosità sul pavimento, una fragile e flessuosa fanciulla suona un koto (strumento musicale a tredici corde) che sorregge sulle ginocchia in una postura apparentemente immediata e casuale, ma del tutto calcolata negli effetti di curve e controcurve, bilanciati tra le linee verticali della stanza e la diagonale del koto. Sul pavimento della camera, aperta su un piccolo giardino, si notano libretti da musica e le tre unghie artificiali che servono per suonare lo strumento a corde, sparpagliati con studiato disordine.
Nelle dimensioni ridotte del foglio rettangolare, concepito nel formato koban yoko-e, si inserisce uno scorcio di vita quotidiana tipico dello stile ukiyo-e, orchestrato su colori delicatissimi, toni di rosa e verde, beige e ocra. E' una variante sul tipo figure in un interno". L'immagine sembra raccogliere le suggestioni poetiche del titolo: "Rakugan" indica una figura poetica scaturita da un processo metaforico e analogico; nella diagonale dello strumento musicale, l'autore sembra imitare la linea di ponte come "una linea di oche selvagge che volano nel cielo autunnale al tramonto" (traduzione letterale di Rakugan, tradotto più spesso, e con maggiore semplicità, "discesa di oche selvatiche").