Catalogo dei beni culturali
Musei civici del comune di trieste
Una coppia mista, un uomo e una donna, forse un cliente con una geisha, si erge vicina, a figura intera, in un ambiente che parrebbe una veranda, tutto giocato sul rapporto dentro/(fuori, interno/esterno e sul sistema compositivo di coordinate raccordate dalla diagonale prodotta dal taglio opbliquo del pavimento di assi lignee viste di scorcio, in trasversale, e dalla ringhiera della veranda. La donna, in posa frontale, ha appena fatto scorrere una leggera parete scorrevole interna della casa che si apre su una sala suggerita dall'angolo visuale ripido in primissimo piano: indossa un piacevole ma sobrio kimono a strascico, ocra con bordi marrone, sfumato e decorato nella parte inferiore con foglie di bambù fra tramature d'argento sullo sfondo di soffici nubi o cumuli di neve, trattenuto da un obi a scacchi policromi con inserti floreali a forma di stilizzati crisantemi; l'abito scivola con misurata eleganza sul pavimento, disegnando una sorta di morbido angolo acuto. La donna si volge lievemente verso l'uomo alle sue spalle, abbigliato con un kimono maschile a righe bianche e rosse con risvolti neri, che, con gesto spontaneo di richiamo e sorpresas, ne sollecita l'attenzione affinché anch'ella osservi la scena riflessa sullo sfondo. C'è movimento in fondo: lo indicano le ombre di uomini e donne rese come nell'antico gioco delle ombre cinesi.
La stampa restituisce all'osservatore un senso di naturalezza che deriva principalmente dallo studio calcolato e preciso degli equilibri compositivi, suscitati da linee, colori e figure in pose e movimenti usuali. Da notare la sorta di cerchio aereo che le due figure sembrano disegnare con il loro contrapposto moto di torsione, quasi un effetto di balletto, causato dal gesto dell'uomo e trascritto con rapidità dal disegnatore. Il tutto si inserisce in un sistema di diagonali e verticali in cui il vecchio principio compositivo nipponico dell'estremo scorrimento, dato dalle diagonali, che fornisce fluidità e profondità allo spazio, viene rallentato o bloccato dalle cesure verticali e dall'inserzione delle figure. Dati ed elementi della stampa, nonché le tonalità piuttosto morbide e delicate, ci conducono intorno alla metà degli anni venti quando, secondo la Mirviss, Shigenobu è ancora a Osaka. Infatti, si tratta di un altro surimono stampato a Osaka nell'ìmportante laboratorio di Tani Seiko, come dimostra il marchio a forma di zucca bislunga, impresso nell'angolo inferiore destro del foglio. La serie dei sigilli è completata dalla piccola sagoma stilizzata di una gru, impressa in verde nell'angolo superiore destro del foglio, emblema abituale, e ormai rilevato varie volte, dello Tsurunoya, importante circolo poetico di Osaka, committente dell'opera.