L'anno della Scimmia. Due donne sulla neve osservano una scimmia

Yanagawa, Shigenobu 1.

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Inventario
CMSAOASNR0230 (1945 post)
Tipo di oggetto
Stampa a colori, Stampa di invenzione
Localizzazione
Civico Museo d'Arte Orientale
Acquisizione
legato, Mario Morpurgo de Nilma, 1944/07/20
Cronologia
Primo quarto XIX, 1824 - 1824
Dimensioni
210 x 180 mm
Materia e tecnica
silografia a colori
Misura del manufatto
210 x 180 x mm
Iscrizione
Firma dell'Autore: Reisai

La scena rappresentata "ferma" un attimo fuggevole dell'Ukiyo-e in cui due donne si volgono verso destra, attratte dalla coppia di lanterne di pietra su pilastro, elementi consueti nel recinto dei templi o santuari nipponici, poiché rannicchiata all'interno di una di queste lanterne è presente una simpatica scimmietta. Le due donne indossano pesanti kimono sovrapposti e impreziositi da sfumature e da rilievi argentati. Stringono in mano dei cestelli, nei quali si scorgono alcune erbe appena raccolte. Si tratta forse di germogli che spuntano fra la neve o di alcune delle sette piante di buon auspicio (nana kusa). Il biglietto augurale è stato creato in occasione del nuovo anno e il riferimento cronologico è preciso grazie alla presenza della scimmia. Sul retro dell'altarino in cui si rannicchia la scimmia, si intravedono due pini, simbolo anch'essi di buon auspicio.

Allievo, nonché genero e figlio adottivo di Hokusai, Yanagawa Shigenobu, esegue molti surimono a Edo eppure nella città di Osaka, laddove nel 1822 si era momentaneamente trasferito, contribuendo in modo sostanziale a diffondere lo stile della scuola di Hokusai e a sviluppare il mercato delle stampe private. Il biglietto augurale in esame è stato prodotto dal principale stampatore di Osaka di quell'epoca, Tani Seikō, che appone il suo caratteristico marchio rosso a forma di stilizzata di zucca bislunga negli angoli di alcuni surimono in catalogo. Il biglietto assume la forma quadrata (shikishiban), negli anni venti ormai predominante sugli altri formati delle stampe di lusso, e racchiude una scenetta quotidiana in esterno. L'autore non è nuovo all'accostamento di belle donne a piccoli animali, spesso tratti dal bestiario del calendario lunare. La rappresentazione delle due belle fanciulle riflette il cambiamento in corso in quegli anni inerente questi soggetti: si afferma una bellezza non più fragile, aristocratica e rarefatta bensì borghese, cittadina e comune. Il surimono di Trieste si può confrontare con un surimono lungo, eseguito da Yanagawa Shigenobu nello stesso anno della Scimmia, durante la primavera, già nella collezione dell'architetto Frank Lloyd Wright. Tipo e atteggiamenti, abbigliamento e acconciatura della donna si avvicinano molto a quelli delle due figure femminili sul foglio qui considerato. Un esemplare del tutto identico è conservato all'Harvard Museum.

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