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Nella seduta del Curatorio dell'8 marzo 1926 si esaminano per un eventuale acquisto alcune opere di Beppe Ciardi già esposte alla personale dell'artista nel salone Michelazzi di piazza Unità. Si decide per "Meriggio sull'altipiano" non solo per i meriti artistici ma perchè "la scena ritrae l'altipiano di Asiago, teatro di aspre battaglie nell'ultima guerra di Redenzione”. Alla riunione successiva, tenutasi il 16 dello stesso mese, l'avvocato Giorgiadis, presidente del Circolo Artistico ed esponente di quella “corrente conservatrice” che l'anno dopo cercherà di opporsi ai condizionamenti del Sindacato fascista di Belle Arti, comunica, tra il plauso generale, di avere acquistato personalmente il dipinto e di volerlo donare al Museo. Sulla scelta di quest'opera, da parte del Curatorio, probabilmente influisce anche la delusione per il mancato acquisto, solo pochi mesi prima, di due opere di Segantini proposte da una galleria di Dresda. Benchè Ugo Ojetti, nel presentarlo in catalogo alla Biennale del 1912 (dove ebbe una personale di ben quarantacinque opere) sostenga che Beppe Ciardi aveva avuto “un solo maestro: suo padre”, in realtà era proprio Segantini il pittore più ammirato dal giovane ,che ne seguì l'esempio, non tanto nella tecnica, visto che preferiva gli impasti grassi e le pennellate corpose, quanto nella scelta di dipingere grandi spazi aperti e scene di vita campestre.
Il Museo Revoltella di Trieste, a cura di Maria Masau Dan. Vicenza : Terraferma ; Trieste : Museo Revoltella, 2004, p. 238