Gli ambasciatori veneti ricevuti da Carlo VI

Beda, Francesco

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Oggetto
dipinto
Inventario
REV000007
Collocazione
Museo Revoltella - Galleria d’arte moderna
Acquisizione
Fondazione Revoltella
Cronologia
1858
Dimensioni
cm; altezza 87; larghezza 123
Materia e tecnica
tela/ pittura a olio

L'opera costituisce una delle ultime commissioni del barone Revoltella, morto nel 1869, e conclude, con il suo pendant, Raffaele Zovenzoni e Federico III di Augusto Tominz, il "ciclo pittorico" dedicato a quattro episodi di storia triestina, iniziato con la Dedizione e il Portofranco di Cesare Dell'Acqua. Il soggetto si riferisce all'incontro ufficiale, avvenuto a Trieste nel 1728, degli ambasciatori veneti con l'imperatore Carlo VI. L'opera, che costituiva una prova di rilevante impegno per Beda, resta a tutt'oggi il dipinto più importante del suo rarefatto catalogo e una testimonianza fondamentale per l'analisi del suo linguaggio pittorico. La scena raffigura gli ambasciatori delle province venete adriatiche in conferenza ufficiale con l'imperatore, ospite a Trieste. Va rilevato che l'incontro viene immaginato da Beda in un edificio religioso, probabilmente il vescovado di Trieste, poichè gli arredi mostrano le insegne pontificie e i dipinti alle pareti raffigurano ritratti di papi e vescovi: l'artista doveva aver recuperato la notizia leggendo qualche resoconto contemporaneo dell'avvenimento. Se la struttura del dipinto, per l'inquadratura "angolare" dello stanzone e la perspicua distribuzione dei figuranti, denuncia l'ausilio di strumenti ottici di riproduzione in fase compositiva, la resa pittorica di stretta impronta accademica, come rivela ad esempio il sorvegliato panneggiare del dignitario in mantello verde e l'idea dello sgabello con l'emblema pontificio, isolato sulla sinistra in un accentuato primo piano a risolvere, in maniera un po' troppo smaccata, il problema della scansione dei piani. Più meticolosamente attenta e articolata la distribuzione dei lumi che prevede divesi gradi e si presta a sottolineare la ripartizione "gerarchica" dei convenuti, mentre nella regia della scena e nel gusto per i lustri e i virtuosismi cromatici, l'artista rivela la conoscenza di esemplari fiammingo - olandesi sei - settecenteschi.

Bibliografia

Il Museo Revoltella di Trieste, a cura di Maria Masau Dan. Vicenza : Terraferma ; Trieste : Museo Revoltella, 2004, p. 224

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